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  • 05
  • lug

Michael Jackson: il memoriale di J. Randy Taraborrelli (sesta parte)

Di Valeria Douglas, in SHOCK!, Stelle della Musica.

Michael Jackson

Che Michael Jackson fosse un padre amorevole, l’abbiamo già appurato dai racconti dell’amico giornalista J. Randy Taraborrelli. Anche se molte ombre erano sempre sul suo passato e sul suo presente:

La sua prima moglie, Lisa Marie Presley, ad un certo punto iniziò a essere sempre più convinta che Michael non avrebbe potuto essere un padre. Era troppo immaturo per crescere un bambino. ‘Penso abbia bisogno prima lui di avere un genitore’, diceva. E alcune cose che sono accadute nel corso degli anni, in parte confermano il pensiero di Lisa Marie.



Ecco allora spuntare Debbie Rowe, madre presto ‘assente’ dei primi due figli di Michael, Prince e Paris.


Uno dei dipendenti di Neverland mi raccontò un giorno ‘La mamma non l’abbiamo mai vista qui, i bambini sono stati accuditi da sei tate e sei infermieri che lavoravano su turno, per avere una copertura di 24 ore su 24. I bambini erano tenuti costantemente sotto controllo attraverso delle telecamere, monitorate dalla security di Jackson’. E ancora, nel racconto di una tata ‘Ogni ora dovevamo misurare la qualità dell’aria della camera, poi bollivamo continuamente i giocattoli dei piccoli e spesso, dopo solo un giorni di utilizzo, eravamo costretti a gettarli via e a ricomprarne altri’.

Arriva poi il terzo pargoletto, Blanket, da una mamma sconosciuta, e l’episodio spiacevole di Berlino.

Il bambino aveva nove mesi e Michael lo fece dondolare dal balcone di un hotel per poi scusarsi. Con la nascita dei suoi figli, Jackson aveva ormai deciso di occuparsi esclusivamente di loro. I nonni, Joseph and Katherine, spesso andavano a Neverland a trovare i nipoti e ad accertarsi come stava Michael. La situazione era sempre tranquilla: i bambini pregavano prima di ogni pasto, erano molto educati e affettuosi. Michael aveva poi educato i figli a regalare i loro giocattoli agli orfani di tutto il mondo per condividere con i meno fortunati questa gioia. Se Michael aveva finalmente trovato la sua felicità nel ruolo di padre? Alcuni giorni sembrava di sì. Ha avuto delle esperienze meravigliose con i suoi figli, e vedendoli crescere, era sempre più coinvolto dalle loro vite. Ma in alcuni momenti, sembrava essere sotto pressione e sofferente.



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Commenti:

Sono stati scritti 2 commenti su "Michael Jackson: il memoriale di J. Randy Taraborrelli (sesta parte)"

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