Il nuovo album di Carla Bruni

di Redazione Commenta

Non prendete impegni per il prossimo 21 luglio. Mica vorrete perdervi l’uscita del nuovo album di Carla Bruni? “Comme si de rien n’etait“, questo il titolo, avrà la voce sensuale di Carla, sonorità folk unite al sentimento francese, e sarà soprattutto il terzo album di quella che oggi è Madame Sarkozy.

Il disco conterrà 14 brani: alcuni inediti, una canzone sul testo dello scrittore Michel Houellebecq e una cover di You Belong To Me, canzone nota per esser stata già cover di Bob Dylan.

La Bruni farà pure un bel gesto: devolverà in beneficenza le royalty dell’album perché:

Una parte della mia vita, quando non sono a casa mia, è a carico della Repubblica.


E tende a precisare che il nuovo album non è stato ispirato dal suo amore travolgente con Sarkò.

Insomma, se sono in molti a ignorare questo nuovo passo nella sua carriera di cantante, c’è chi, come il giornalista di Le Figaro Bertrand Dicale, ha potuto ascoltare in anteprima il nuovo album della Bruni e non ha risparmiato critiche assolutamente positive a riguardo.

Rivela la maturità di scrittura e di interpretazione di una cantante ormai fuori dell’ordinario. Bisognerebbe poter parlare solo di musica, ma la situazione ne fa il disco più atteso che sia stato registrato in Francia negli ultimi decenni e per motivi che nulla hanno a che vedere con la musica. E’ comunque una prova perfettamente riuscita, con i sortilegi di una voce fragile e densa.

Ovviamente fanno e faranno discutere alcune espressione utilizzate da Carla che è ormai una first lady. I conservatori impazziranno all’ascolto di “tu sei il mio spinello, più mortale dell’eroina afgana, più pericoloso della bianca colombiana” oppure “sono una bambina, nonostante i quarant’anni, nonostante trenta amanti, una bambina. Maleditemi e dannatemi, io me ne infischio”, ma Bertrand fa di tutto per difenderla:

Quel che canta Carla Bruni è ancora e sempre la sua libertà, anche se i biografi si getteranno su una frase qui e là con un sorrisetto insolente.

Beh, devono averlo pagato parecchio questo giornalista

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