Elisabetta nei guai con l’immigrazione!

di Gioia Bò Commenta

Che bravi questi inglesi, tanto a prendere in giro le altrui disavventure, con un senso dell’humor che capiscono solo loro, per poi farsi ridere dietro dall’Europa intera!

Il fattaccio è avvenuto un mese e mezzo fa e forse i Reali pensavano che la notizia non arrivasse mai sulle pagine dei tabloid, ma non avevano fatto i conti con la frustazione di un onesto lavoratore buttato fuori da Buckingham Palace. Motivo del licenziamento? Semplice: l’uomo era un immigrato clandestino, senza permesso di lavoro.

Vi starete chiedendo come sia possibile che alla Corte d’Inghilterra entri qualcuno che non ha tutte le carte in regola. Beh, se avrete la pazienza di seguirci, vi racconteremo la vicenda dall’inizio.


La storia ha inizio nell’anno 2000, quando Igor Golovanov è partito dalla Russia per raggiungere il Regno Unito, con un visto da studente ed una valigia carica di speranze. L’intenzione era quella di prendere un master in “arte alberghiera”, che gli permettesse poi di lavorare all’interno di qualche hotel. E così fu, almeno fino al 2006, quando l’albergo di Bournemouth chiuse i battenti, lasciandolo di fatto disoccupato.

E qui comincia l’intrigo. Igor venne a sapere che i Reali inglesi cercavano del personale qualificato e, quasi per gioco, presentò la sua candidatura. Immaginate la sua faccia quando il postino gli recapitò la lettera di assunzione: lavorare per la Regina Elisabetta, incredibile!

Per farla breve, Golovanov è entrato a Buckingham Palace come inserviente (footman), per diventare poi apprendista maggiordomo (trainee butler), guadagnandosi la stima dell’intera famiglia reale, tanto da essere assunto anche per prestare servizio a Windsor, Balmoral e Sandrigham.

Il bel sogno del povero Igor ha avuto però vita breve, perché da un controllo approfondito dei suoi documenti è venuto fuori il suo stato di immigrato irregolare, ragion per cui è stato letteralmente sbattuto fuori. Non solo. Ora rischia di essere rispedito in Russia perché clandestino. Lui ovviamente si ribella:

Non voglio essere espulso per colpa di una loro negligenza. Quando ho svolto il colloquio per quel posto non hanno controllato il mio status di immigrato. Avrebbero dovuto richiedere un apposito permesso di lavoro per me, ma non l’hanno fatto.

Avete capito ragazzi? Stiamo parlando di una delle corti più importanti d’Europa! Siamo veramente senza parole. E loro senza vergogna!

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