Pierre Casiraghi principe dei writers

di Gioia Bò Commenta

“So’ ragazzi” -direbbe la coppia Greggio-Iachetti di Striscia la Notizia- e come tali gli deve essere concesso di comportarsi come un qualunque coetaneo, anche se appartenenti a categorie privilegiate.
Certo che da Principe di Monaco a signore dei graffiti di Milano di strada ce n’è!
Sarà che siamo abituati a vederlo rispettoso dell’etichetta che lo vuole in giacca e cravatta comparsare al fianco della mamma o dello zio Alberto in quel di Montecarlo, ma ci fa strano immaginarlo con cappuccio, felpa e bomboletta spray ad imbrattare i muri di Milano.

Lo scoop è di Novella Duemila che con tanto di foto ci illustra la vita notturna di Pierre Casiraghi, beccato ad esprimere la propria arte sui muri di Brera -tradizionalmente quartiere degli artisti- in compagnia degli amici. Il graffito non ci sembra un granché, un volto, forse un autoritratto che secondo Vittorio Sgarbi rappresenterebbe una “ricerca introspettiva che sottintende una certa sensibilità”.

Capolavoro o no resta il disegno sul muro e la dichiarazione di Pierre per nulla pentito, anzi infastidito dal clamore sulla faccenda “Ma non avete altro da fare? Siete un popolo pazzesco! Dedicate più attenzione a uno come me che a migliaia d’altri temi, come le guerre o i drammi nel mondo”.
Vuoi vedere che ora è colpa nostra? Eh no caro Pierre, l’essere Principe regala molti vantaggi ed altrettanti fastidi. Non sappiamo se si sia trattato di un raptus notturno o di passatempo qualunque o, semplicemente, del desiderio di essere un ragazzo come tanti altri, ma ci piacerebbe vederlo davanti a quel muro a ripulire i segni del capolavoro.

Perché, caro Principino, quella dei writers è un’arte e la prima regola è non farsi beccare in flagrante. E la prossima volta che ti invade l’estro creativo, compra una tela!

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