Madonna e il cattivo vizio delle adozioni

di Valeria Douglas Commenta

Tutto è iniziato lo scorso anno. David Banda, di soli 13 mesi e orfano di madre – uccisa dall’Aids – viveva nell’orfanotrofio di Mchinji, al confine con lo Zambia. Madonna e il marito Guy Ritchie, in visita in quelle zone e già genitori di Lourdes Maria e di Rocco, decisero di adottare il piccolo.

Poco tempo, e iniziarono i guai per Madonna. La prima critica arrivò dal HRCC, Human Rights Consultative Committee. Il comitato, che riunisce 67 associazioni per i diritti umani, dichiarò questa iniziativa illegale perché, secondo le leggi del Malawi, «chiunque voglia adottare un bambino deve stare con lui per un periodo di assestamento di almeno diciotto mesi».

Neanche troppo ortodosse – bisogna ammettere – le maniere di Madonna che decise di portare via il piccolo non ancora provvisto di un passaporto per espatriare dal Malawi.

Fine della vicenda? Macché. Pochi mesi dopo, la star aggiunse una nuova “vittima”: Mercy, una bimba di 20 mesi destinata ad arrivare in casa Ciccone nell’aprile 2008. Le pratiche per quest’ adozione, però, al momento risultato ferme.

Ed è di questi giorni l’ultima notizia che vedrebbe Madonna desiderosa – per l’ennesima volta – di farsi chiamare “mamma”. La pop star avrebbe infatti inviato nel cuore dell’Africa alcune persone di sua fiducia per “portarle a casa” una nuova bambina. Poche storie e soprattutto poche parole al suo team:«Restate finchè non trovare la principessa per me!».

Chi è che va a spiegare a Madonna che i bambini non sono dei pacchi e che l’Africa non è un centro commerciale?

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