Marco Liorni ricorda Taricone

di Gioia Bò Commenta

Non si spegne l’eco mediatica intorno alla morte di Pietro Taricone, scomparso un paio di giorni fa in seguito alle ferite riportate nell’incidente con il paracadute in quel di Terni.

In molti si sono sentiti in diritto di comparire sulle prime pagine dei giornali per ricordarlo, per raccontare quale persona straordinaria fosse, per sottolineare quanto la morte sia ingiusta di fronte ai sogni di un ragazzo di 35 anni, che ha pagato con la vita la passione per uno sport estremo.

Tra i tanti, ci piace ricordare la testimonianza di Marco Liorni, che proprio nella prima edizione del Grande Fratello accompagnò O’ guerriero sulla soglia della porta rossa. L’inviato del GF non ha rilasciato un’intervista in proposito, ma ha affidato i propri ricordi a Leggo, scrivendo una pagina piena di commozione e di sincera partecipazione al dolore di quanti hanno amato Taricone.

Pietro Taricone è nato il 14 settembre del 2000, a Roma, Cinecittà. In mezzo a due ali di folla urlanti… Così nasce il personaggio Taricone, inconsapevole: non fa altro che comportarsi come a Caserta o a Trasacco, fa un po’ il galletto con le ragazze della casa, racconta l’irraccontabile nelle notti in giardino con gli altri e nel giro di quattro giorni stampa il primo bacio vero in diretta della storia della televisione italiana, superandosi poco dopo col primo amplesso vero in diretta (sull’allora Stream) sotto una capannina, sporgendo ogni tanto fuori la testa con un effetto molto più comico che erotico.

E ancora:

100 giorni più tardi, quando lo accolgo sulla passerella rossa, lui vede la gente urlante per lui e in macchina mi dice: “Quanto li avete pagati?”, non voleva credere a quello che era diventato “girando tre mesi in mutande dentro una casa”… Taricone è ancora vivo perché è stato il più vero e coraggioso, il più grande concorrente che la più famosa trasmissione del mondo abbia mai avuto e rimarrà per questo un personaggio, anzi una persona, indelebile nella storia della televisione italiana e nella memoria di tutti noi.

Come dargli torto?

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