
Rossa, gambe forti, vocione profondo, tanga amaranto. Gianna passeggiava sempre al Parco Ravizza, appena mi toccò esplose la passione.
Furono notti segrete e voluttuose. Un amore violento. La vedevo bellissima, a parte le mani tozze e la barba che ricresceva al mattino. La feci salire sulla mia Giulia, tornando da un giro elettorale tra Mantova e Cremona, digiuno, stanco e sudato.
Quando ho conosciuto Carlo avevo altri due fidanzati e mezzo e la mia cameriera diceva che dovevo cambiare sangue perché ero ninfomane.

Sogniamo un’orgia con Gianna Nannini.