Barbara D’Urso ricorda i genitori in un libro

di Sebastiano Cascone Commenta

Uscirà il prossimo 22 novembre, Tanto poi esce il sole, il nuovo libro di Barbara D’Urso. Come confessato al settimanale Chi, la conduttrice si è soffermata prettamente sul racconto della propria infanzia:

Solo le cose dolorose, quelle belle non le ho ritrovate neanche con l’analisi. Così quest’estate ho chiamato gli zii, gli amici d’infanzia. La parte più divertente sono stati i miei primi fidanzatini, la parte dolorosa è stata tutto il resto: ho scoperto molte cose che non sapevo, altre sono rimaste senza risposta.

Della mamma, non ricorda quasi nulla:

Mi hanno raccontato che mamma era come me rigorosissima nell’educazione. Io ogni sera dovevo mangiare alle sette e mezzo in punto e dovevo farlo senza distrazioni, se combinavo una marachella venivo chiusa nello stanzino e per sgridarmi agitava nell’aria un cucchiaio di legno, anche se era costretta in un letto. Era il suo modo di educarmi e di amarmi perdutamente.

Nemmeno del papà, Barbara ha una buona memoria:

Ricordo bene le scudisciate sulla schiena con il frustino da cavallo una volta che a 15 anni tornai in ritardo. Ma c’erano anche altre umiliazioni. Un episodio che non c’è nel libro riguarda quando, una sera a tavola, io gli risposi male, lui prese la zuppiera e me la rovesciò sulla testa, con tutti gli spaghetti, capperi e olive che mi scendevano addosso. Adesso che sono adulta lo comprendo, era il suo modo per cercare di gestirmi, aveva paura di me, che a 15 anni ero già molto carina.

Photo Credits | Getty Images

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