Lino Banfi a Verissimo ha fatto commuovere tutti. L’attore, intervistato da Silvia Toffanin in merito al suo nuovo libro “90 non mi fa paura”, ha affrontato un tema molto difficile. Quello della morte.

Lino Banfi e il rapporto con la morte

L’intervista ha colpito il pubblico mostrando un lato intimo e fragile di Lino Banfi che ancora in molti vedono lontano dall’immagine spensierata e goliardica tipica della commedia italiana che ha portato sullo schermo per decenni.

Durante la conversazione, Lino Banfi ha parlato apertamente della paura della morte, un sentimento che negli ultimi anni è diventato più presente nella sua vita. Il ricordo della moglie, scomparsa nel 2023, è tornato più volte nel racconto, insieme alla difficoltà di affrontare il quotidiano senza la sua presenza.

L’attore ha ammesso di aver attraversato momenti molto bui, arrivando anche a sfiorare pensieri estremi, soprattutto in alcuni momenti della sua giovinezza, prima di farcela, che ha descritto con grande pudore ma senza nasconderli. E ha aggiunto con un pizzico di commozione “Silvia, non è vero che non ho paura. Ho tanta paura”.

La verità che è che noi siamo abituati alla dicotomia pazzesca tra i personaggi della commedia spinta italiana e il “Nonno Libero” che è entrato in tutte le famiglie con la sua spontaneità e la sua bontà. E non ci rendiamo conto della complessità del suo vissuto professionale e privato.

Un successo pluridecennale

Va detto che dalle diverse interviste rilasciate per l’uscita del libro “90 non mi fai paura” emerge anche il racconto di una carriera lunga e piena di episodi curiosi. L’attore ha ricordato gli inizi difficili, quando lasciò la Puglia per cercare fortuna nel mondo dello spettacolo, affrontando rifiuti e momenti di incertezza economica. In quegli anni, ha raccontato, l’ironia era già la sua arma principale per superare le difficoltà.

Tra gli aneddoti più significativi, l’attore ha parlato del suo rapporto con il cinema popolare italiano, spesso sottovalutato dalla critica ma amatissimo dal pubblico. Ha ricordato con affetto i set delle commedie degli anni Settanta e Ottanta, sottolineando come quel tipo di cinema fosse costruito su ritmi serrati, improvvisazione e grande complicità tra gli attori.

Non sono mancati riferimenti al successo televisivo, che negli anni successivi lo ha consacrato presso nuove generazioni. Ha inoltre raccontato che nel suo modo di costruire i personaggi, spesso si è ispirato a persone reali incontrate nella sua vita.

Insomma, ha dato un assaggio di quello che sarà possibile trovare nel suo libro, dove ricorda il lunghissimo viaggio che lo ha portato dove si trova ora, tra paura e successo.

Categorizzato in:

Visto in TV,

Ultimo aggiornamento: Aprile 27, 2026

Taggato in: